Ultimamente la mia reflex digitale prende polvere.
Eppure, scatto molto più di prima… Ho riscoperto il piacere di tenere in mano un oggetto che più di venticinque anni fa mio padre utilizzava per fare la stessa cosa.
La sensazione di imprimere su un supporto indelebile la foto che scatti; la sensazione di cambiare fisicamente la forma delle cose, e di ritrovarti con una sostanza che puoi toccare, manipolare, buttare.
La sensazione di non avere a che fare con numeri e circuiti elettrici, ma di lasciare che la luce si insinui impercettibilmente nella materia. Che si insinui nelle cose e ne alteri lo stato, ripetendo ogni volta il piccolo miracolo.
Beh, tutto un altro mondo. Sarà vero che conta il risultato finale, che il mezzo è solo uno strumento.
Ma quando carico la pellicola, quando armo l’otturatore, e quando guardo dentro lo specchio ruvido del mio vecchio ferro, sono felice; credo che il risultato finale sia questo.