Il piacere di fare le cose.

Ultimamente la mia reflex digitale prende polvere.

Eppure, scatto molto più di prima… Ho riscoperto il piacere di tenere in mano un oggetto che più di venticinque anni fa mio padre utilizzava per fare la stessa cosa.

La sensazione di imprimere su un supporto indelebile la foto che scatti; la sensazione di cambiare fisicamente la forma delle cose, e di ritrovarti con una sostanza che puoi toccare, manipolare, buttare.

La sensazione di non avere a che fare con numeri e circuiti elettrici, ma di lasciare che la luce si insinui impercettibilmente nella materia. Che si insinui nelle cose e ne alteri lo stato, ripetendo ogni volta il piccolo miracolo.

Beh, tutto un altro mondo. Sarà vero che conta il risultato finale, che il mezzo è solo uno strumento.

Ma quando carico la pellicola, quando armo l’otturatore, e quando guardo dentro lo specchio ruvido del mio vecchio ferro, sono felice; credo che il risultato finale sia questo.

E dopo i Deep Purple….

A Palermo arriva anche il famigerato autunno…

Foto gentilmente concessa da me.

Cade la foglia quando ne ha voglia.

Non ci sono più le mezze stagioni.

Larga la foglia, stretta la via blah blah blah

Synchronized Global Orgasm

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Ma quelli che lo faranno da soli, penseranno davvero alla bandiera colorata della pace?

Strane tendenze

Spulciando blog stranieri su worldpress, si leggono le cose più disparate.

Cercando quelli italiani, si trovano soprattutto blog di gente depressa, o blog che parlano di politica e attualità.

Tralasciando la fetta di bloggers depressi, che cercano un po’ di insano conforto cibernetico, mi chiedo quali motivazioni spingano quelli che parlano di politica.

Non si contano più i blog dove beppegrilli improvvisati, si preoccupano di questo o quell’altro bellimbusto che siede al tavolo del Governo. Mi chiedo: perchè? Con quale utilità?

Cercando una risposta alla prima domanda, non trovo una risposta soddisfacente. Sarà che per me i politici sono tutti uguali, e non riesco a trovare qualcuno che valga la pena di spalleggiare (piuttosto gli asporterei le palle, ma non credo che si dica spalleggiare).

Passo a cercare una risposta per la seconda domanda, e qui il cervello, già stanco per i postumi di un venerdì sera (17, ma chi se ne fotte…), mi abbadona del tutto. Infatti non c’è alcuna utilità, in quello che i volenterosi bloggers fanno.

Di siti che offrono “informazione”, ce n’è a tonnellate.

Di blog che sparlano dei politici, basta quello di Beppe Grillo. Almeno lui ha la verve del comico: ogni tanto la ritrova, e ci scappa un sorriso.

E poi, siamo sicuri che i politici meritino tanto le nostre attenzioni?

I governi cambiano, i partiti muoiono, nascono, si fondono gli uni con gli altri, ma la pasta è la stessa. Gente, fanculizzate la politica, e andate a divertirvi!

Made In Sicily

No, non si tratta della nuova pasticceria catanese aperta a New York.

Non si tratta nemmeno del Palermo F.C. (la squadra rosanero, per intenderci: quella che per ora fa tanto scalpore perchè è prima in classifica… e perchè è del sud – sembra strano che funzioni, in effetti -) .

E, soprattutto, non è un roboante titolo giornalistico d’oltremanica, a corredo di un articolo sulla mafia. Che, sembra esistere solo qui, a detta loro.

Palermo, la città delle panelle e delle crocchè, dei posteggi in doppia fila, dei posteggiatori abusivi, delle poste che c’è sempre una coda infernale, dei cannoli e delle cassate, dei carretti siciliani, della Santuzza Rosolia; città del dolce far niente, del “chi si fa i fatti suoi campa cent’anni”, del vecchietto con la coppola, del contadino con la lupara, della vecchia e grassa madre di famigghia.

Una delle città più caotiche, tradizionaliste e calde d’Italia, ospiterà giorno 9 Marzo 2007 i Deep Purple.

Deep Purple senza Ritchie Blackmore, senza Jon Lord. Ma ancora Deep Purple, ancora rock, ancora vivi, e ancora unici. Oggi ancor più di ieri.

Perchè io, di canzoni d’amore all’italiana, ne ho le palle strapiene.